La procedura di omologazione sul banco di prova
Con l’avvento della guida automatizzata la procedura di omologazione acquista importanza, dovendo garantire la conformità e soprattutto la sicurezza dei veicoli interessati. A tal fine, l’USTRA rilascia le autorizzazioni necessarie per effettuare test su strade pubbliche.
Una rivoluzione in atto che ha richiesto un immenso lavoro dietro le quinte: affinché la guida automatizzata divenga realtà in Svizzera, è stato necessario non solo disciplinare i diritti dei conducenti mediante un’ordinanza, ma anche assicurarsi che i veicoli e i nuovi sistemi possano essere omologati. Anche l’iter omologativo è stato adattato a questa profonda trasformazione tecnologica; l’ottenimento dell’approvazione diventa essenziale per garantire la conformità e soprattutto la sicurezza di questi mezzi capaci di guidare in autonomia.
Specificità locali
Al pari dei veicoli convenzionali, anche le auto e le navette a guida autonoma devono ottenere l’omologazione UE. L’USTRA non rilascia autorizzazioni per questi sistemi di automazione. «Le richieste di omologazione devono essere presentate in un Paese dell’Unione europea o uno Stato membro dell’UNECE», spiega Armin Jost, specialista Prescrizioni veicoli presso l’USTRA.
Al momento della domanda, il costruttore dovrà indicare i Paesi nei quali intende commercializzare la propria tecnologia di automazione, dimostrando che rispetta le norme di circolazione locali. Ogni Paese ha prescrizioni specifiche, come i limiti di velocità, ma non solo: i cartelli presentano leggere differenze e anche la segnaletica orizzontale ha le sue specificità.
Contestualizzazione locale
I sistemi di automazione come il pilota automatico autostradale devono poter riconoscere tutte le caratteristiche stradali specifiche dell’area in questione per poter ricevere il via libera dalle autorità, e questo vale ovviamente anche per la Svizzera. Le case automobilistiche, in collaborazione con organismi competenti come il TÜV, effettueranno tutti i test del caso, inizialmente su simulatore e poi su circuito di prova.
Spesso però sono necessarie verifiche in condizioni reali. È qui che entra in gioco l’USTRA, come riferisce Armin Jost: «Per poter effettuare queste prove su strade pubbliche, occorre un’autorizzazione del nostro Ufficio». Questo permesso stabilisce il tratto stradale su cui l’ente di collaudo può eseguire i test su scala reale e può includere anche altri criteri, quali le fasce orarie in cui è valido. Ovviamente si tratta di garantire la sicurezza degli altri utenti della strada, ma anche di soddisfare le condizioni di prova specificate.
Se l’obiettivo è, ad esempio, verificare il comportamento del sistema negli ingorghi, l’autorizzazione si riferirà alle ore di punta e a un tracciato particolarmente trafficato. «Avendo all’USTRA un quadro completo della viabilità e della rete nazionale svizzera, possiamo individuare con la massima precisione le aree più adatte per i test, a seconda delle esigenze», aggiunge Jost. La conoscenza del contesto svizzero e la consulenza fornita sono molto importanti per gli uffici tecnici e i costruttori di veicoli, che ne beneficiano in termini di efficienza. «Queste sperimentazioni sono molto impegnative e costose», sottolinea l’esperto dell’USTRA.
Regole speciali per i veicoli senza conducente
L’omologazione dei veicoli senza conducente, quali robotaxi e bus navetta, è simile a quella delle auto con pilota automatico autostradale. Anche in questo caso, la domanda deve essere presentata in un Paese dotato di un’autorità competente in materia, come la Germania e la Francia. Tuttavia, poiché la procedura può essere molto lunga e costosa e richiedere una sede aziendale nell’UE, in determinate situazioni può essere rilasciata un’autorizzazione dall’USTRA, come spiega Jost: «L’ordinanza sulla guida automatizzata prevede due eccezioni che consentono di autorizzare un veicolo anche se non omologato». Naturalmente occorre rispettare determinate regole: il proprietario del mezzo deve dimostrare che il sistema è già stato sottoposto a tutte le prove e simulazioni necessarie. L’obiettivo è evitare che l’innovazione sia frenata da eccessivi ostacoli burocratici, senza compromettere la sicurezza stradale.
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