Il futuro della mobilità stradale

Prendendo spunto dal nome del nuovo blog dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), con il mio primo contributo vorrei abbozzare una sorta di viaggio nel futuro, alla scoperta delle sfide che attendono il nostro Paese nel campo della mobilità stradale. Una panoramica, senza pretesa di esattezza o di esaustività, su evoluzioni e cambiamenti futuri nel mondo dei trasporti. 

Nel recente passato il nostro Paese ha reagito prontamente ai cambiamenti sociali ed economici. Nella progettazione e nella realizzazione delle Strade nazionali, innanzitutto, ci si è giustamente adeguati alle accresciute esigenze della popolazione, ad esempio tenendo maggiormente in considerazione gli aspetti ambientali, paesaggistici e di protezione dal rumore.

Inoltre, con il Programma di sviluppo strategico delle strade nazionali (PROSTRA) si sono poste le basi per far fronte all’accresciuta domanda d’infrastruttura nelle agglomerazioni e sull’Altipiano, rispondendo, così, ai bisogni di popolazione ed economia.

In campo normativo, infine, la revisione parziale della Legge sulla circolazione stradale, il cui messaggio dovrebbe essere trasmesso al Parlamento entro fine anno, consentirà di proseguire la sperimentazione nel campo della guida autonoma e di porre le basi giuridiche per l’ammissione alla circolazione di veicoli con un’automazione di livello 4.

Le sfide a lungo termine

In futuro, i cambiamenti sociali e tecnologici influenzeranno il nostro modo di spostarci. Ecco quali sono i principali fattori in gioco:

  • Sharing economy. La componente emotiva legata al possesso di una vettura e l’attaccamento alla propria diminuiranno a favore di una maggiore disponibilità a dividerla con altri. La propensione allo sharing dipende tuttavia da diversi fattori e varia secondo il tipo di utilizzo e la classe sociale. In sintesi, la stragrande maggioranza delle persone continuerà a sentire la necessità di avere una vettura tutta per sé in determinate circostanze o per taluni spostamenti. 
  • Nuovi veicoli. Negli ultimi anni molti nuovi mezzi di trasporto hanno conquistato sempre più spazio sulle nostre strade. E-Bikes, monopattini elettrici e cargo-bikes, solo per citare i più diffusi, hanno moltiplicato le possibili scelte del mezzo di spostamento per percorrere una determinata tratta. Ciò comporta una mobilità più intermodale e la necessità d’implementare un quadro giuridico che tenga conto di vantaggi e rischi dei nuovi mezzi di trasporto.
  • Nuove forme di lavoro. L’avvento di nuove forme di lavoro come lo smartworking, accelerato dalla pandemia, modificherà il nostro modo di spostarci, senza forzatamente portare a una diminuzione degli spostamenti.
  • Digitalizzazione sociale. I social media stanno lentamente modificando il nostro modo di gestire il tempo libero. Se da un lato passiamo molto più tempo attaccati allo smartphone, dall’altro cresce il bisogno di vivere e condividere esperienze con gli altri.
  • Digitalizzazione dei veicoli. I veicoli a guida interamente autonoma saranno largamente diffusi, sia nel segmento persone che merci, ma sulle strade continueranno a circolare anche quelli tradizionali. I veicoli comunicheranno fra loro e con l’infrastruttura scambiandosi dati in tempo reale. In questo senso, è fondamentale disporre di un’infrastruttura digitale all’altezza. L’obiettivo dev’essere quello di soddisfare nel modo più efficiente e sostenibile possibile le crescenti esigenze di mobilità.

Impatto sull’infrastruttura

Quale sarà l’impatto di questi fattori sull’attività dei gestori d’infrastruttura quale è l’USTRA? Difficile dirlo con esattezza.

Con tutta probabilità manutenzione e perfezionamento delle Strade nazionali continueranno a rientrare nel core business dell’Ufficio, che nel frattempo dovrà ridisegnare la propria attività aggiornandola al nuovo contesto e puntando con adeguate misure di sostegno sulle nuove tecnologie in grado d’imprimere un forte dinamismo nel campo dell’informazione, della comunicazione e dei veicoli.

A tale proposito l’USTRA dovrà collaborare strettamente con tutti i soggetti coinvolti (industria, università, operatori della mobilità ecc.), con il duplice obiettivo di creare i presupposti necessari all’impiego delle novità tecnologiche e di dotare l’infrastruttura stradale di sistemi in grado di consentire l’interoperabilità dei mezzi di trasporto.

Questo significa che l’USTRA dovrà predisporre, gestire o utilizzare infrastrutture digitali nella misura richiesta nonché produrre e fornire dati su strutture e viabilità. Ma non solo: sarà chiamato anche a favorire lo sviluppo tecnologico, a definire il quadro normativo e ad agire come ente regolatore garantendo lo scambio tra gli Uffici federali attraverso interfacce divenute fluide, il tutto senza tuttavia svolgere un ruolo di “coordinatore centrale” del sistema dei trasporti.

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