La natura si fa strada

Quando si parla di opere infrastrutturali, spesso si pensa a strade e collegamenti più rapidi. Altrettanto importante, però, è considerare l’impatto ambientale. Sulla A13, in Mesolcina, un progetto punta a ripristinare gli ecosistemi e a conciliare infrastrutture e natura.

A cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70, oltre alla realizzazione dell’autostrada A13 è stata effettuata la correzione del fiume Moesa, con lo scopo di mettere in sicurezza il territorio di fondovalle e recuperare terreni edificabili e agricoli. Questi due interventi hanno però determinato il progressivo abbassamento dell’alveo e della falda freatica, oltre a impedire gli spostamenti della fauna selvatica tra sponda destra e sinistra.

Dall’inaugurazione, nel 2016, della circonvallazione di Roveredo e del semisvincolo di San Vittore lungo l’A13, la valle Mesolcina beneficia di una viabilità più scorrevole e sicura. Inoltre, il progetto di compensazione ambientale tra Castione e Roveredo, avviato nell’autunno 2024, ha creato l’opportunità di ridurre l’impatto causato dalle opere infrastrutturali e di ripristinare l’equilibrio dell’ecosistema circostante.

Anfibi, piante rare e uccelli protetti: la ricchezza naturale del territorio

ll progetto di compensazione nasce con l’obiettivo di migliorare la situazione ambientale. Gli interventi previsti sono molteplici e mirano, tra l’altro, a ripristinare in sicurezza la quota del fondo del fiume Moesa, favorendo così la risalita delle acque sotterranee. Ciò consentirà al contempo di reidratare le aree umide di «Isola Sgravér» e di riattivare i processi alluvionali nelle zone golenali di «Ai Fornas».

Si tratta di un’opera di rinaturazione unica nel suo genere a Sud delle Alpi, di rilevanza sia locale che nazionale. In particolare, l’Isola Sgravèr – riconosciuta a livello svizzero quale sito di riproduzione degli anfibi – è al centro di interventi volti a valorizzare gli habitat e le specie presenti. L’obiettivo è infatti ricreare zone umide con acque ferme e correnti, ripristinare gli ambienti forestali tipici delle golene, tutelare e recuperare habitat xerici di particolare pregio, migliorare la connessione ecologica tra Isola Sgravèr e la zona Ai Fornas, nonché contrastare la diffusione di vegetazione invasiva (cosiddette neofite).

Il territorio ospita una notevole varietà di specie di grande valore naturalistico. Tra gli anfibi più rappresentativi si annoverano la rana agile (Rana dalmatina), il rospo comune (Bufo bufo) e la raganella italica (Hyla intermedia perrini). A queste si affianca la natrice dal collare elvetica (Natrix helvetica), un rettile del tutto innocuo che frequenta corsi d’acqua e zone palustri.

Dal punto di vista botanico, uno degli elementi più caratteristici è la felce penna di struzzo (Matteuccia struthiopteris), una specie rara e protetta, tipica degli ambienti umidi e palustri. Accanto a essa si sviluppano numerose piante acquatiche, tra cui le brasche (Potamogeton spp.), fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi d’acqua dolce.

Anche l’avifauna riveste un ruolo di primo piano: nelle aree golenali trovano infatti rifugio specie protette come il piro piro piccolo e il corriere piccolo, uccelli che testimoniano l’elevata qualità ambientale di questi habitat.

Il progetto presta particolare attenzione anche alla mobilità della fauna selvatica: la costruzione della A13 ha infatti interrotto il corridoio naturale, d’importanza nazionale, che collegava i due versanti della valle. Per ristabilire questa connettività ecologica è stato realizzato un ponte faunistico, che unisce l’Isola Sgravér alla zona golenale Ai Fornas, permettendo agli animali di muoversi in sicurezza, ripristinando i corridoi migratori e riducendo il rischio di collisioni tra veicoli e ungulati lungo l’autostrada.

Il risultato?

Un progetto che non si limita a rimediare, ma guarda avanti: alla biodiversità, pilastro della nostra esistenza, e a un territorio più ricco, resiliente e vivibile, dove infrastrutture e natura possono convivere in armonia.

 

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